LO SPETTACOLO SEI TU /1

settembre-dicembre 2010 Sala Diana, Poggio Berni

progetto quotidiana.com

Cercare dentro di se le cose che sono degne di essere raccontate. Tutte?
Rapportarsi con le persone, lo spazio, il tempo.
Raccontare con il tuo linguaggio la realtà, la vita, i pensieri di un essere umano.
Raccontare la propria opinione, senza scoraggiarsi, è un fatto importante, prendere più coscienza delle cose che facciamo. Il teatro può nascere dal nulla e arrivare all’essenza.
Occuparsi della realtà in maniera diretta manipolandola il meno possibile.
Il mondo è pieno di solitudine esistenziale.
C’è un sacco di intrattenimento di massa ben realizzato e ben confezionato: credo che nessun’altra generazione prima di noi si sia trovata a fronteggiare una cosa del genere.
C’è la questione di gestire le diverse opinioni soggettive dei partecipanti sul problema di come dire la verità senza necessariamente obliterare il proprio ego.
Si ha ancora fame di qualcosa che l’arte commerciale non può dare.
C’è disgusto per la frustazione e la sofferenza, si evitano queste cose in favore di qualcosa che sia facile e anestetico. Il piacere diventa un valore, utilitaristico. La migliore vita umana possibile è quella che raggiunge il tasso più alto di piacere rispetto al dolore.
La nostra civiltà contemporanea è emotivamente ritardata, stupida.
Quello che definisce una buona opera d’arte mi sembra che sia la capacità di individuare quegli elementi di umanità e di magia che ancora sopravvivono ed emettono luce.
Il teatro si occupa di cosa cazzo voglia dirsi sentirsi un essere umano.
Rendere strano ciò che è famigliare, l’opposto di quello che era un tempo.
L’ironia spacca in due le cose e va a guardarle dall’alto verso il basso. Il sarcasmo e l’ronia sono ottimi modi per strappare le maschere e mostrare la realtà sgradevole che c’è sotto. A quel punto che facciamo? Vogliamo solo continuare a mettere in ridicolo la realtà? Come si fa ad aggiustare quello che non va senza rischiare di apparire sentimentali e ingenui agli smaliziati ironisti?

Svelarci provare davvero qualcosa di forte.

Queste riflessioni appartengono quasi totalmente a D.F.Wallace.

1 luglio 2010_Sala Diana “A PIEDI NUDI… per ora ci siamo liberati delle scarpe”

barbara bugli, renato carichini, luca dolci, pietro licciardello, roberto magnani, laura martelli, marco ottaviani, francesca ricci, barbara roccoli, giovanna rolando, gabriele saggia, michela stacchini, manuela zanfanti

 

con il contributo del Comune di Poggio Berni (Rn) assessorato alla cultura